Novità

Cosa cambia, versione
per versione.

RADART è in costruzione e lo diciamo apertamente. Qui trovi cosa è stato aggiunto a ogni rilascio, in parole comprensibili: cosa puoi già fare, cosa è ancora dietro accesso riservato e cosa abbiamo deliberatamente scelto di non fare.

VERSIONE 0.5 21 agosto 2026

Una prova che nemmeno noi possiamo riscrivere

Finora, per fidarsi che il registro delle relazioni non venga alterato dopo il fatto, bisognava fidarsi di Spazio Genesi. Questa versione aggiunge un modo per non doverlo fare più: ogni settimana, un'impronta dell'intero registro viene ancorata pubblicamente su Bitcoin, tramite il servizio indipendente OpenTimestamps.

Una prova verificabile da chiunque

Chi vuole controllare se una relazione esisteva già a una certa data — e non è stata aggiunta o modificata dopo — può farlo da solo, ricalcolando la prova nel proprio browser, senza fidarsi di un'affermazione nostra. La pagina Verifica un ancoraggio fa esattamente questo.

Cosa dimostra, e cosa no

Una prova valida dimostra che un fatto esisteva, in quella forma, a una certa data — non che sia vero o corretto. È una prova di non-alterazione, non un marchio di qualità.

Nessun dato personale nella prova

Ciò che viene ancorato è un'impronta salata, non il dato in sé: ogni relazione porta un sale casuale che resta solo nel nostro database. Se una relazione viene cancellata, il suo sale sparisce con lei — e la prova già pubblicata smette di poter essere ricollegata a chiunque, pur restando nell'albero come prova di non-alterazione.

Dove siamo. Il primo ancoraggio è già pubblico, ancorato su Bitcoin. Il prossimo passo è farne conoscere l'esistenza a chi ha davvero interesse a verificarlo — un'accademia, una fondazione, un'istituzione.
VERSIONE 0.4 20 agosto 2026

Confermare senza avere un account

Un curatore, uno spazio o un'istituzione non hanno un login su RADART — e finora questo voleva dire che la loro parte di una relazione non poteva mai essere confermata: la regola che tiene RADART onesto (nessuno si accredita da solo) diventava, per loro, un vicolo cieco. Questa versione apre una via in più, senza toccare la regola.

Un link, un fatto solo

Il team può generare un link legato a una singola relazione e mandarlo all'indirizzo istituzionale della controparte, fuori da RADART — per posta, come già succede per gli inviti agli artisti. Chi lo apre non vede un profilo, un menu o il resto della piattaforma: vede solo quel fatto, e può confermarlo o segnalarlo come non corretto.

La regola non cambia

Una relazione sale di livello di fiducia solo quando entrambe le parti l'hanno confermata in modo indipendente — questa versione aggiunge solo un modo in più per farlo arrivare a chi non ha un account, non allenta in nessun caso la verifica.

Solo il necessario, tracciato con misura

Il link è utilizzabile una volta sola e scade dopo un periodo di tempo. Sappiamo se una conferma arriva da un dominio istituzionale invece che da un login personale, ma conserviamo solo il dominio (es. "unaccademia.it"), mai l'indirizzo email per intero.

Dove siamo. La funzione è pronta e testata; l'uso con una controparte reale è il prossimo passo per verificare che il testo e il formato reggano fuori da un test interno.
VERSIONE 0.3 15 agosto 2026

La lettura diventa un documento

La versione precedente aveva insegnato a RADART a confrontare la ricerca della comunità con l'attenzione delle istituzioni. Questa versione prende quella lettura e la trasforma in un documento vero e proprio: impaginato, stampabile, pensato per essere consegnato — non solo consultato dentro la piattaforma.

Un report, non un cruscotto

Otto sezioni fisse — dalla base dei dati fino alla nota sul metodo — raccontano dove si concentra oggi l'attenzione istituzionale e su quali temi la comunità osservata era già presente prima che il mercato li selezionasse. Parla sempre di temi, mai di persone: nessun nome, nessun profilo, nessuna classifica.

Solo ciò che regge

Un tema entra nel documento solo se ha abbastanza materiale dietro — abbastanza documenti della comunità e abbastanza bandi. Sotto quella soglia, continua a essere contato nei totali ma non compare come lettura a sé: meglio dirlo onestamente che mostrare un segnale che non regge.

Dove siamo. È il primo passo verso un prodotto che si può davvero consegnare a un'istituzione. Con più bandi reali nel sistema, le letture diventeranno più solide: oggi il documento si genera già, ma con una base dati ancora piccola.
VERSIONE 0.2 15 agosto 2026

Il mercato della ricerca diventa un sensore

Questa versione aggiunge la seconda metà della lettura del contemporaneo. Finora RADART leggeva la rete dall'interno: chi lavora con chi, chi seleziona chi, quali temi crescono nei documenti della comunità. Ora legge anche dove si sta concentrando l'attenzione delle istituzioni — residenze, premi, commissioni — e mette le due letture a confronto.

Osservatorio del contemporaneo

Per ogni tema che emerge dalla rete, due andamenti affiancati: quello della comunità e quello dei bandi. Quando il primo comincia prima del secondo, la comunità stava già lavorando su qualcosa che il mercato ha selezionato dopo. È questa distanza il segnale interessante, non il numero di bandi.

Un sensore, non un cerca-bandi

I bandi entrano in RADART come misura di dove guarda il mercato, mai come offerte da girare agli artisti. Non c'è nessuna bacheca di opportunità e non ce ne sarà: è una scelta di progetto, non una funzione mancante. I bandi inoltre non creano temi e non spostano la posizione di nessuno nella mappa — vengono solo proiettati sui temi che la comunità ha già formato con i propri documenti.

Esplorare la rete

Una pagina per attraversare la rete: cercare per nome o per parola, filtrare per forma del profilo, aprire la scheda di un artista e vederne la storia documentata. Accanto, un flusso di attività recente che mostra solo fatti verificabili — una relazione confermata da entrambe le parti, una convergenza tra fonti indipendenti, un nuovo evento registrato. Nessun «mi piace», nessun conteggio di popolarità: RADART non misura l'attenzione, misura ciò che è documentato.

Temi emergenti, con prudenza statistica

I temi compaiono solo quando reggono: almeno tre documenti e almeno due artisti diversi. Un tema fatto dai soli documenti di una persona non è un tema della rete — è il fatto che le sue fonti si somigliano tra loro. Meglio mostrarne pochi e veri.

Il tuo statement conta a parte

Quando una fonte è un testo concettuale — perché lavori così, cosa cerchi — ora viene tenuta distinta dal curriculum. Mescolarli in un unico blocco rendeva il profilo semantico più sfocato: separati, la ricerca e il percorso si leggono ciascuno per quello che è.

Dove siamo. Le pagine di esplorazione sono in sviluppo e restano dietro accesso riservato: nessun profilo è pubblico oggi. Prima di aprire qualunque vista al pubblico chiediamo un consenso esplicito a ogni artista, e chi ha già confermato può cambiare idea in qualsiasi momento dallo stesso link.
VERSIONE 0.1 giugno – luglio 2026

Le fondamenta: relazioni verificate e radar

Dalla documentazione alla mappa

Comunicati stampa, cataloghi, biografie e PDF diventano relazioni tra persone, luoghi ed eventi. Ogni relazione nasce con un livello di fiducia esplicito e resta ricostruibile fino al documento da cui viene.

Conferma bilaterale

Una relazione sale di fiducia solo quando entrambe le parti la confermano, o quando più fonti indipendenti convergono. Nessuno può accreditarsi da solo: è ciò che distingue RADART da un profilo autodichiarato.

Il radar, non il punteggio

Sei indici costruiti su fatti tracciabili disegnano una forma, non una classifica. Nessun numero unico, nessuna graduatoria: leggere una traiettoria è un'altra cosa dal metterla in fila.

Il tuo profilo è tuo

Ogni artista accede con il proprio account, vede la rete che lo riguarda, controlla le fonti da cui è stato costruito il profilo e può contestare ciò che non riconosce.